Autoritratto (1945)
Pallido il volto e di pacato aspetto,
giusta fronte, sottile e tondo mento,
biondi i capelli e lisci, ossuto petto,
occhi azzurri, incavati, sguardo lento.
Bel labbro, adorno d'un sorriso spento,
giusto naso; parlar poco ma schietto.
Sempre chino e pensoso, il passo lento.
Mesto e inquieto nel cuor, ma nell'aspetto
nasconder cerco l'intima tempesta.
Paziente sempre, umile, contento
della mia sorte, sia lieta o funesta.
Più che d'orgoglio, pieno d'ambizione,
poiché nato ad imprese alte mi sento.
Gli uomini e il tempo mi daran ragione.
No, non son io... (1947)
No, non son io quello che sembro in volto:
questa che porto è maschera funesta,
e dolorosa, e faticosa molto.
Dentro mi rugge orribile tempesta
che il cuor mi stempra; gravido, sconvolto,
freme il cervello e par che scoppi in testa.
Tregua non ho: perché non ti son tolto,
vita crudele? Ahi, che condanna è questa!
Folle pensiero, impetuoso, orrendo
velo di dubbi, o fuoco che rinserra
quest'arso petto, o dissidio tremendo
d'animo aperto ad un'eterna guerra,
o dura sorte, o tenebre… m'arrendo!
Mio Dio… vi perdo… ah, maledetta terra!